Resisteremo è il nuovo album de La Città Brucia: un esordio tra attualità e narrazione di una società alla deriva | EFFE RADIO

Resisteremo è il nuovo album de La Città Brucia: un esordio tra attualità e narrazione di una società alla deriva

Scritto da il 28/08/2025

La Città brucia- Recensione Resisteremo (La Stanza Nascosta Records)

La band lucana la Città Brucia ci regala, con l’album di esordio firmato La Stanza Nascosta Records, un album profondamente attuale, che affonda nelle pieghe della società mettendone impietosamente a nudo le derive. Protagonisti della narrazione, d’impatto e mai profonda, sono “temi caldi”: la disinformazione, l’alienazione, la ferocia dell’uomo e l’inospitalità del mondo esterno, la banalizzazione dei problemi reali e la difficoltà di non perdersi in un universo sempre più caotico e privo di punti di riferimento.
Reminiscenze grunge, hard rock e heavy metal anni ’90 per un puzzle sonoro estremamente riuscito, che si nutre di influenze trasversali, dal progressive rock al metal, dal pop punk e all’indie rock.
Dimensione pubblica e proiezioni private di problematiche sociali vanno di pari passo in un lavoro concepito come un quotidiano, un giornale che “sforna” le notizie, sempre con un approccio di critica costruttiva. Il titolo, “Resisteremo”, suona come una dichiarazione di intenti: ci sono la volontà di non farsi travolgere dal fastidioso rumore di fondo che spesso sembra sovrastarci, l’intenzione di essere, in prima persona, quel cambiamento che vorremmo nel mondo.“L’abitudine rende sopportabili anche le cose spaventose” direbbe Esopo; ma siamo sicuri che sia la via giusta? Ne “L’abitudine”, a nostro avviso uno dei brani più potenti dell’album, che restituisce con efficacia il logoramento interiore causato dalla ripetizione, dalla stasi, dal lasciarsi vivere, affiora ripetutamente il monito “L’abitudine ci ucciderà”.
“Qualcosa di semplice” è invece la dimostrazione lampante di come la radiofonicità non debba essere necessariamente abbinata a testi inconsistenti: rock, punk e grunge, con una spruzzata pop, disegnano un brano che parla dell’importanza dell’autenticità, della coerenza, della fedeltà a se stessi e alla propria bussola morale.
Applausi a scena aperta per 526”,un grido spezzato, un pugno dritto nello stomaco. 526 secondi (8 minuti e 46 secondi) sono quelli durante i quali George Floyd è stato immobilizzato a terra, soffocato da un agente di polizia a Minneapolis il 25 maggio 2020. In quei minuti, l’uomo non è morto esclusivamente per asfissia: è morto anche per l’indifferenza, per il razzismo sistemico, per la crudeltà di un potere che nega l’umanità al diverso. Preceduto dal breve parlato “il tempo” 526” è un brano dirompente, di rara forza emotiva.
Apprezzabili, in generale, la scelta a favore di un editing minimale delle voci, in tempo di abuso dell’autotune, e l’utilizzo non invasivo dell’elettronica. Il sound essenziale, quasi da garage band, unito all’attualità e alla risonanza emotiva delle tematiche fanno di “Resisteremo” un lavoro di ottima fattura.


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