La lotta dell’UE per i diritti delle donne | EFFE RADIO

La lotta dell’UE per i diritti delle donne

Scritto da il 08/03/2023

L’8 marzo, per riconoscere le conquiste delle donne e puntare i riflettori sui loro diritti, si celebra la Giornata internazionale della donna. È un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi come l’uguaglianza di genere, la lotta contro violenza e abusi nei loro confronti, e i diritti riproduttivi. La parità tra donne e uomini è da sempre uno dei valori e degli obiettivi fondamentali dell’Unione europea. 

State ascoltando la rubrica “Alzare la posta – Legiferare meglio”. Questo episodio parla della Giornata internazionale della donna e dell’impegno dell’Unione europea per i diritti femminili.

Molto prima che venisse creata l’Unione europea che conosciamo oggi, i leader d’Europa gettavano le basi per l’uguaglianza di genere. Nel 1957, infatti, con la firma del trattato di Roma, stabilivano che la parità di genere è un valore fondamentale della Comunità europea.

Da allora, l’UE, oltre a condividere buone pratiche e a finanziare le azioni dei Paesi membri in questo settore, adotta leggi e raccomandazioni per promuovere l’uguaglianza di genere. 

Il Parlamento europeo lotta da sempre per la parità tra uomini e donne. Già nel 1984, al suo secondo mandato, aveva istituito una commissione permanente per i diritti della donna.

Nel 2000, l’Unione europea pubblicava la sua Carta dei diritti fondamentali, che stabilisce che la parità tra donne e uomini va garantita in tutti i campi.

Per migliorare la situazione nei Paesi dell’Unione, il Parlamento europeo ha preso iniziative in ambiti specifici. Vediamo nel dettaglio alcuni dei suoi progetti recenti in materia di uguaglianza di genere. 

Per prima cosa, parliamo della parità di genere sul lavoro 

Nel 1975, il Consiglio delle Comunità europee ha adottato il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne. E anche se non è ancora stato pienamente attuato, ci sono stati vari progressi. Nell’aprile 2022, il Parlamento ha appoggiato una direttiva della Commissione sulla trasparenza delle paghe, per garantire che le aziende si impegnino a ridurre le differenze retributive basate sul genere e che rendano più facile per i dipendenti il confronto tra gli stipendi. Nell’Unione europea, a parità di mansioni, le donne guadagnano in media il 13% in meno degli uomini. I deputati hanno anche approvato nuove leggi per combattere le molestie sessuali sul lavoro, promuovere la partecipazione femminile all’economia digitale e porre fine al divario digitale di genere. Nel 2019 l’Unione ha adottato nuove norme in materia di congedo familiare e di assistenza, e condizioni di lavoro più flessibili per incoraggiare i padri a beneficiare del congedo familiare e aumentare il tasso di occupazione femminile. Nel giugno 2022, Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo sulla parità di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa nell’Unione europea.

Passiamo ora a considerare i diritti sessuali e riproduttivi delle donne

Per proteggere la salute sessuale e riproduttiva delle donne, i deputati chiedono l’accesso universale all’aborto sicuro e legale, a una contraccezione di alta qualità e all’educazione sessuale nelle scuole. Nel marzo 2022, il Parlamento ha adottato una risoluzione sul terzo piano d’azione dell’Unione europea sulla parità di genere, con l’obiettivo di promuovere la salute sessuale e riproduttiva e garantire l’accesso universale ai servizi in questo settore nei Paesi dell’Unione.

Infine, ma non da ultimo, parliamo della prevenzione della violenza

Nel gennaio 2023, i deputati hanno rinnovato il loro invito all’Unione europea a ratificare la Convenzione di Istanbul, uno strumento fondamentale per sradicare la violenza di genere, compresa quella domestica. Sei anni dopo aver firmato questo documento, l’Unione europea non può ancora ratificarlo a causa della contrarietà di sei Paesi membri. La violenza contro donne e ragazze è una delle violazioni dei diritti umani più comuni al mondo e i Paesi dell’Unione non fanno eccezione: in Europa, una donna su tre ha subito una violenza fisica o sessuale, una su due ha subito molestie sessuali e una su 20 è stata violentata.

Il Parlamento europeo segue da vicino anche la situazione delle donne in altri paesi, come l’Afghanistan e l’Iran. Qui le donne sono private dei loro diritti umani fondamentali e vivono sotto la costante minaccia di violenze. Gli eurodeputati hanno inoltre chiesto l’eliminazione totale delle mutilazioni genitali femminili. 

A 70 anni dalla firma del trattato di Roma, siamo ancora lontani dalla parità di genere. Ma l’Unione europea non risparmia gli sforzi per farne una realtà.


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