Il Social Forum del Rototom esplorerà la teoria della decrescita per passare a un modello più sostenibile per il pianeta | EFFE RADIO

Il Social Forum del Rototom esplorerà la teoria della decrescita per passare a un modello più sostenibile per il pianeta

Scritto da il 09/08/2022

Il Social Forum del Rototom esplorerà la teoria della decrescita per passare a un modello più sostenibile per il pianeta e le risorse

Il divulgatore scientifico spagnolo Joaquín Araújo si aggiunge alla giornalista, scrittrice e reporter Rosa María Artal, al politico cileno Daniel Jadue e alla giornalista russa Inna Afinogenova.

Cinque dibattiti e cinque proiezioni completano il programma dello spazio più riflessivo del festival.
Benicàssim | Martedì, 9 agosto 2022
“L’obiettivo è trovare la soluzione. Se parliamo di guerra la sfida è comprendere come ottenere la pace. Se parliamo di emergenza climatica, cerchiamo di capire come agire per migliorare la salute del pianeta”. È con questa filosofia che il Social Forum del festival internazionale reggae Rototom Sunsplash di Benicàssim (in programma dal 16 al 22 agosto) scalda i motori.

Trenta esperti ed esperte provenienti da una decina di paesi (dagli USA alla Giamaica, Colombia, Gambia, Senegal, Cile, Italia, Russia, Argentina e Spagna), uniranno le proprie voci e riflessioni per cercare soluzioni collettive alle sfide globali, con un unico obiettivo: cambiare il mondo. Il Social Forum si presenta così, condividendo lo slogan della 27ª edizione del festival, “We must change the world”. Cinque conferenze e la proiezione di cinque documentari, con relativi dibattiti, alimentano un programma che inevitabilmente connesso con la realtà internazionale attuale.



Il primo, non a caso con il titolo “We must change the world” (17 agosto), si incaricherà di riordinare il puzzle di questo confuso scenario planetario, per comprenderne la complessità e riprendere la rotta. Sarà un dialogo tra la giornalista e scrittrice Rosa María Artal – presentatrice per la Radio Nazionale Spagnola, reporter di Informe Semanal, corrispondente de El País nella comunità di Aragón e autrice de “La energía liberada” e “La Bolsa o la vida” sulla crisi del coronavirus – e il politologo Juan Carlos Monedero. Il loro obiettivo sarà quello di analizzare questa situazione così instabile da un punto di vista propositivo. Insieme illustreranno le sfide globali che stiamo affrontando: pandemia, guerra ed emergenza climatica, temi che verranno approfonditi nel resto del programma.

L’impatto del cambiamento climatico, evidenziato dall’ondata di calore che mezzo mondo sta ormai soffrendo e che ci conferma di essere già in una vera e propria crisi, sarà un tema trasversale nel Social Forum. In particolare nel dibattito “Decrescita, o decrescita?” (19 agosto), nel quale si confronteranno le voci di quattro esperti: il ricercatore Antonio Turiel, il divulgatore scientifico Joaquín Araújo, il giornalista specializzato in clima Juan Bordera e il biologo e regista di documentari Luis Picazo. L’obiettivo sarà analizzare il movimento della decrescita economica, una corrente che mette a fuoco una minaccia concreta: l’esaurimento delle risorse del pianeta e il collasso del sistema prodotto da un modello di crescita economica senza limiti.

Secondo l’ultimo report del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, la decrescita è chiave per mitigare la crisi climatica. Sempre più economisti si aggiungono a questa teoria, sostenendo l’idea che un altro modello di società, più sostenibile e rispettoso verso il pianeta e le sue risorse, sia possibile. La pressione delle lobby, unita agli effetti devastanti della guerra in Ucraina, una crisi energetica già in atto e una crisi alimentaria pronta ad esplodere, frenano il cambiamento. “La decrescita, che lo vogliamo o no, è già una realtà. E vedere come avanzare verso questa transizione è l’obiettivo di questo dibattito”, spiega l’organizzazione del Social Forum.

Il sistema di produzione alimentaria ha però anche dei costi ambientali e sociali. Di ciò si parlerà in un altro dei dibattiti più internazionali di quest’anno: “Il volo della farfalla e la nostra alimentazione” (18 agosto), che analizzerà tra l’altro i costi del sistema di alimentazione intensiva occidentale negli ecosistemi naturali e nelle comunità di paesi come Brasile e Cile. Vi parteciperanno il sociologo, architetto e politico cileno Daniel Jadue, la giornalista Nazaret Castro, esperta in sistemi di alimentazione e co-fondatrice della Revista Amazonas e del collettivo Carro de Combate; Mireia Vidal, della Coordinadora Campesina del País Valencià; e il giornalista italiano de La Stampa Marco Bresolin.

Utopie per cambiare il mondo” (21 agosto) sarà un altro incontro con l’obiettivo di invertire questa deriva climatica. Qui si conosceranno piccoli e coraggiosi progetti di comunità locali che attraverso il loro impegno sociale e ambientale propongono modelli di vita più sostenibili. Un dibattito che vede la collaborazione dell’organizzazione ecologista Greenpeace, la quale, lo stesso giorno proietterà il cortometraggio “Esperanza”, diretto da Álvaro Longoria. L’opera narra uno degli innumerevoli viaggi della storica imbarcazione di Greenpeace, che dopo 20 anni di spedizioni in difesa degli oceani, ha terminato il suo percorso. Un incontro che vanterà il racconto, da remoto, del capitano più veterano delle spedizioni della ong internazionale, Joel Stewart.

“La sfida della pace” completerà il 20 agosto il programma del Social Forum 2022. Il punto di partenza sarà la guerra in Ucraina, che ha cambiato il panorama geopolitico mondiale e ha normalizzato concetti che parevano impossibili, come la minaccia di una guerra nucleare. A offrire una visione alternativa a quella predominante, focalizzata sulla pace e su un’analisi critica della geopolitica attuale, ci penseranno le giornaliste Inna Afinogenova (ex corrispondente di Rusia Today), Irene Zugasti (specializzata in relazioni internazionali) e Olga Rodríguez, cofondatrice de eldiario.es ed esperta in conflitti, assieme al giornalista e ricercatore Miquel Ramos.

Riguardo le proiezioni, al già citato “Esperanza” si unirà “Carcere e società: ripensando la giustizia” (17 agosto), dedicato alle forme di risocializzazione per chi ha vissuto un’esperienza estrema come quella di entrare in prigione. Vedrà la partecipazione della statunitense Baz Dreisinger, fondatrice del progetto Incarceration Nations Network, e le testimonianze dell’artista colombiana Diana Reggaeshanty e della band giamaicana The Skatalites, che hanno partecipato in progetti di risocializzazione della popolazione detenuta attraverso la musica e l’arte.

In più “Tales of the accidental city” (giovedì 18) della regista del Gambia Maïmouna Jallow“Il potere del fotogiornalismo nell’azione umanitaria” (19 agosto), che unisce gli sguardi dei fotogiornalisti Juan Carlos Tomasi (Medici senza frontiere) e Pedro Armestre (Greenpeace); e “Mesa para 3” (20 agosto), diretto da Álvaro G. Company e Meka Ribera, premiato come Miglior sceneggiatura allo Humans Fest di Valencia.


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