Giornata internazionale della donna – il Podcast
Scritto da Davide Macor il 09/03/2026
Ogni anno, l’8 marzo, in tutto il mondo si festeggia la Giornata internazionale della donna. È l’occasione per ricordare la lotta per la parità tra donne e uomini e celebrare i progressi compiuti. Tutto è iniziato più di un secolo fa, con i movimenti dei lavoratori che lottavano per il cambiamento. E l’Europa ne era al centro. In questo episodio della serie “La storia e i fatti” punteremo i riflettori sui momenti salienti della lotta per l’uguaglianza di genere. La Giornata internazionale della donna nasce con i movimenti dei lavoratori dei primi decenni del XX secolo. Iniziò tutto con le attiviste. Negli Stati Uniti, le lavoratrici dell’industria tessile lottavano per una retribuzione più equa, orari di lavoro meno lunghi e il diritto di voto. Nel 1908, quindicimila di loro manifestarono per le strade di New York. L’anno successivo si tenne la prima Giornata nazionale della donna. Ma fu in Europa che l’idea prese piede concretamente. Nel 1910, in occasione di un’importante conferenza delle donne socialiste a Copenaghen, l’attivista tedesca Clara Zetkin propose un’idea ambiziosa: una Giornata internazionale della donna. Ogni anno. In tutti i paesi. L’obiettivo era riunire le donne oltre i confini nazionali nella lotta per il diritto di voto, la parità salariale e condizioni di lavoro eque. Le delegate l’appoggiarono senza esitazione.
La prima Giornata internazionale della donna fu celebrata ufficialmente un anno dopo, nel 1911, in diversi paesi europei, tra cui Austria, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Polonia e Svizzera. Oltre un milione di donne e uomini scesero in piazza per manifestare a favore del suffragio femminile e dei diritti di lavoratori e lavoratrici. Poi, nel 1917, un avvenimento cambiò tutto. L’8 marzo le lavoratrici di Pietrogrado, l’odierna San Pietroburgo, abbandonarono il posto di lavoro. La loro richiesta era semplice: pane e pace. Protestavano contro la guerra, la fame e l’oppressione. Nel giro di pochi giorni, la loro azione contribuì a scatenare la Rivoluzione russa. E alla fine di quell’anno, le donne russe avevano ottenuto il diritto di voto. Questo avvenimento confermò l’8 marzo come data ufficiale della Giornata internazionale della donna, che le Nazioni Unite hanno riconosciuto ufficialmente solo nel 1977. Dopo la Seconda guerra mondiale, la spinta verso l’uguaglianza divenne parte integrante del discorso politico della nuova Europa. Già nel 1957 il trattato di Roma, documento istitutivo della Comunità europea, sanciva il principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro.
L’uguaglianza di genere è stata presente fin dall’inizio. Negli anni l’Europa ha adottato politiche sulla parità di genere al lavoro, sul congedo parentale e sulla lotta alla violenza di genere. Ma i progressi non sono mai stati lineari. Le donne continuano a guadagnare meno degli uomini a parità di lavoro. Rimangono sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali. E la violenza di genere è ancora una realtà per troppe persone. Negli ultimi anni il Parlamento europeo ha svolto un ruolo centrale nella definizione dell’agenda dell’Unione europea per la parità di genere. Un passo fondamentale è stato compiuto nel 2023 con l’adozione di norme vincolanti in materia di trasparenza retributiva. Per la prima volta nella storia, le aziende devono dimostrare che uomini e donne ricevono la stessa paga per lo stesso lavoro.
Il Parlamento è anche in prima linea nella lotta contro la violenza di genere. Dopo anni di richieste da parte dei deputati europei, l’Unione ha aderito alla Convenzione di Istanbul, un trattato storico che intende porre fine alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. Il 1º ottobre 2023 la Convenzione è entrata in vigore nell’Unione europea anche se diversi paesi membri non l’avevano ratificata individualmente. Nel 2024 c’è stata una svolta storica quando i deputati europei hanno approvato la prima legge dell’Unione europea mirata specificamente alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. Un importante passo avanti. Più di recente, nel novembre 2025, i parlamentari europei hanno inviato un messaggio chiaro alla Commissione: è ora di elaborare un nuovo e ambizioso piano per la parità di genere per il periodo dal 2026 al 2030. Hanno chiesto un’azione più incisiva contro la violenza di genere, un migliore accesso all’assistenza sanitaria per le donne e progressi concreti nella riduzione del divario retributivo. Hanno inoltre avvertito che i diritti delle donne devono essere protetti, anche nei paesi che si oppongono alla parità.
L’eurocamera ha inoltre lavorato per accrescere la rappresentanza femminile in politica. Nel 1979, quando si tennero le prime elezioni dirette e fu eletta Presidente Simone Veil, solo il 16% dei deputati al Parlamento europeo erano donne. Oggi questo numero è salito a quasi il 40%, facendone uno dei parlamenti più equilibrati al mondo sotto il profilo di genere. Ogni anno, intorno all’8 marzo, il Parlamento europeo organizza dibattiti ed eventi speciali per riaffermare il suo impegno a favore della parità di genere. La Giornata internazionale della donna non è una semplice data, ma un appello all’azione per rafforzare l’uguaglianza di genere. Dopo oltre un secolo di lotte, i diritti delle donne non sono ancora stati pienamente conquistati. L’Unione europea combatte in prima linea per vincere questa battaglia. Perché il progresso non avviene mai da solo. Ci vogliono le persone. Ci vuole l’azione.
Questo podcast è presentato dal Parlamento europeo.


