“Discretamente a pezzi”: la nostalgica, stralunata, circense e a volte efferata poesia dell’erranza dei Nylon
Scritto da Davide Macor il 13/10/2025
Dalla surreale “Canzone senza titolo” alla rilettura decostruente di “Alice”, che reinventa in senso postmoderno un classico della fiaba con un testo di sorprendente bellezza e asprezza, passando per la denuncia, dal ritmo travolgente, di “Alleluja”.
Menzione di merito per Isadora, con l’efficacissimo intervento vocale di Beatrice Campisi: amori tragedie e successi di Isadora Duncan. Il romanzo “Bilal” di Fabrizio Gatti, che ha cambiato il suo nome in Bilal per trasformarsi, per ben 4 anni, in un migrante clandestino, ispira “Mare scuro”
(Alla frontiera incontro un tipo originale, pelle chiara nome curdo inusuale/ È un italiano che si finge orientale/ che fa il nostro stesso viaggio per poterlo raccontare/A chi fa solo viaggi di piacere/a chi potrebbe anche capire e preferisce non sapere).
L’esortazione di Seneca “Animum debes mutare, non caelum”,”L’animo devi mutare, non il cielo”, sembra improntare “Casa mia” (In questa mischia ci gettiamo in due/Il sole è sempre uguale ovunque vai/Ed anche tu non cambi mai), che con “Ho vinto” ci sembra una delle canzoni più “normali” dell’album: niente affatto male ma preferiamo i Nylon dalla vena di cantastorie, più colorati, più inusuali e potenti nella rappresentazione.
Degna di grande attenzione, a questo proposito, è “Il Mostro” (La blusa è un bocciolo di donna ma schiuso a metà/ Uno scherzo ingenuo corruccia e arrossisce il tuo viso/ Un pizzico, un altro poi ancora verso il Paradiso), con un testo che sembra riecheggiare il migliore De Andrè. E’ qui, come in “Alice”, in “Isadora” e in “Circo malinconico” che i Nylon sembrano toccare le vette più alte.
Convincono anche “Il Viaggio”, redenzione e rinascita di una coppia di amanti, e “Rudy Tremolo”, con tanto di collage/santino del morto,“il genio della musica” dai capelli impomatati, realizzato dalla visionaria paper artist Michela Alesi. Un lavoro, il suo, che fonde- in perfetta sintonia con il disco- reale e surreale, richiamando da un lato le affascinanti illustrazioni Art Déco di Erté e la fotografia del visionario Serge Lutens, dall’altro l’estetica del cyberpunk. Forbici magiche, le sue, che facendo a pezzi- paradossalmente- impreziosiscono e danno compiutezza ad un album che si percepisce pensato a lungo e realizzato con grande cura.
La chiusura, magistrale, di “Discretamente a pezzi” (La Stanza Nascosta Records” è affidata a “Circo Malinconico”, perfetta sintesi di quella nostalgica, stralunata, circense e a volte efferata poesia dell’erranza dei Nylon.


