Ilaria Pastore presenta “Stato di Grazia” | EFFE RADIO

Ilaria Pastore presenta “Stato di Grazia”

Scritto da il 21/11/2025

Stato di Grazia (Maieutica Dischi) vede per la prima volta Ilaria Pastore come arrangiatrice, oltre che come autrice. Tutti i brani sono stati infatti scritti dall’artista, tranne “La sufficienza”

(testo di Ilaria Pastore e Veronica Marchi) e “ ‘Sto cuore” (musica di Ilaria Pastore e Niccolò Ferrari).

Nell’album è presente anche una rilettura di “Fotoromanza” di Gianna Nannini, che- nello stravolgimento operato dall’arrangiamento, etereo e distantissimo dall’originale- si inserisce nell’album quasi fosse un inedito, in perfetta aderenza con quello che possiamo considerare un concept album sull’amore. “Fotoromanza” è l’amore disperato- nelle parole della cantautrice.

C’è spazio, poi, per l’amore per ciò che è stato, in “Un bacio sulla fronte”, dove si fa finalmente pace con un passato che porta con sé un inevitabile corredo di errori; per l’amore come spinta a superare le paure, che si materializza nel personaggio femminile di Renè, in “Via Verdi”. 

C’è l’amore sano, quello che può finire, fisiologicamente, e bisogna prenderne atto senza fare drammi (Sì lo voglio, deliziosamente poppeggiante), ma anche la spirale tossica di “‘Sto cuore”, che descrive in modo magistrale le ambivalenze di un rapporto malato. Nella nostalgica “Vecchie canzoni” vive l’amore per le piccole cose; ne “La Sufficienza” ad essere celebrato è l’amore per se stessi, la capacità di guardarsi- finalmente- con un occhio benevolo, di apprezzarsi per quello che si è, in antitesi agli stereotipi di perfezioni vomitati da una società sempre più competitiva e plastificata. Una tematica, quest’ultima, ripresa anche nello spettacolo di teatro musicale dalla forte componente partecipativa, Tombola! Una questione di numeri, di e con Ilaria Pastore e Tiziana Francesca Vaccaro, che debutterà il 19/12, ore 21.00, al Teatro delle Briciole di Parma e che contiene anche alcuni brani di “Stato di grazia”, oltre a musiche inedite composte da Ilaria Pastore per l’occasione.

Si potrebbe accostare Ilaria Pastore, in virtù delle composizioni raffinate e dell’impatto emozionale dei testi, a Cristina Donà; paragonare la sua vocalità a quella di Mara Redeghieri (Ustmamò); ma- in fondo- Ilaria Pastore è uguale solo a se stessa, nella capacità di condurre una profonda ricognizione del sentimento più complesso del mondo senza indulgere a didascalismi e senza cadere in inutili orpelli vocali, andando dritta al cuore di una quotidianità privata e, insieme, universale.

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