Architetture sonore vicine alla musica classica per “A quiet day” di Vincenzo Greco, in arte Evocante
Scritto da Davide Macor il 02/07/2025
A quiet day ( Dialettica Label, Tunecore, La stanza Nascosta Records)
Architetture sonore vicine alla musica classica per “A quiet day” di Vincenzo Greco, in arte Evocante, il prolifico cantautore, musicista, saggista e artista multimediale.
Alla veemenza di “Sunshine” fa seguito “Morning” che rievoca gli Intermezzi dell’album precedente, All’improvviso- Canzoni Lievi, riscritti per le veste orchestrale del nuovo lavoro.
La giornata prosegue con “Noon”, dalla ritmica percussiva, che cede il passo alle atmosfere rarefatte di “Afternoon”.
“Sunset” è costruita specularmente a “Sunshine” e ne ingloba, attraverso la tecnica del riverse, qualche suono; il rincorrersi degli archi e del pianoforte evoca, in “Night”, le inquietudini dell’oscurità.
A quiet day è una sorta di canto della luce, che riesce a fare capolino anche negli istanti notturni, senza parole e in una dimensione di assoluta libertà sonora.
La capacità evocativa sembra essere la caratteristica principale della particolare poetica (in senso lato) di Evocante, che richiama alla mente e rende di nuovo vivi e presenti, attraverso la suggestione dell’arte e nell’attimo dell’ascolto, immagini, percezioni, vissuti.
A quiet day è una consonanza con on un onda lunga (emotiva); una consonanza che si fa risonanza, nella tradizione, personalissima) di Vincenzo Greco.
Sia “A quiet Day” che il libro- definirlo saggio sarebbe riduttivo- “Il tempo moderno e i suoi inganni-Riflessioni critiche in musica: Ferretti, De André, Battiato, Waters”, appena uscito per Arcana Edizioni, vogliono essere un incoraggiamento al recupero di quella dimensione umana, emozionale e spirituale tanto cara all’autore, attraverso domande, provocazioni, percorsi e qualche risposta fatta anche di silenzio.


