Giornata internazionale della donna
Scritto da Davide Macor il 07/03/2025
La Giornata internazionale della donna è un’occasione per ricordare la lotta per l’uguaglianza di genere e celebrare i progressi compiuti in questo campo. Le sue origini risalgono ai movimenti operai emersi nel primo ‘900. L’Europa ha svolto un ruolo cruciale nel suo sviluppo. In questo episodio della serie “La storia e i fatti” punteremo i riflettori sui momenti salienti della lotta per l’uguaglianza di genere. La Giornata internazionale della donna nasce con i movimenti dei lavoratori dell’inizio del secolo scorso. Le attiviste socialiste e femministe furono le prime a proporre l’idea di una giornata dedicata ai diritti delle donne. Nel 1909 si tenne negli Stati Uniti la prima Giornata nazionale non ufficiale della donna, nata da uno sciopero delle lavoratrici del settore dell’abbigliamento chechiedevano salari migliori, orari più brevi e il diritto al voto. Ma fu in Europa che l’idea di questa giornata prese veramente piede. Nel 1910, in occasione della Seconda conferenza internazionale delle donne socialiste a Copenaghen, l’attivista tedesca Clara Zetkin propose di istituire una giornata internazionale della donna come ricorrenza annuale. L’obiettivo era di riunire le donne oltre i confini nazionali nella lotta per il diritto di voto, la parità di retribuzione e condizioni di lavoro eque. La sua proposta fu accolta all’unanimità.
La prima Giornata internazionale della donna ufficiale fu celebrata un anno dopo, nel 1911, in diversi paesi europei, tra cui Austria, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Polonia e Svizzera. Più di un milione di donne e uomini scesero in piazza per promuovere il suffragio femminile e i diritti di lavoratori e lavoratrici. Pochi anni dopo, nel 1917, le donne russe trasformarono la festa della donna in una manifestazione rivoluzionaria. L’8 marzo le operaie di quella che allora era Pietrogrado, e che oggi è San Pietroburgo, scioperarono chiedendo “pane e pace”. Protestavano contro la guerra, la scarsità di cibo e l’oppressione politica. La loro mobilitazione fu un momento cruciale della Rivoluzione russa e portò al diritto di voto per le donne in quello stesso anno. Questo avvenimento contribuì a consolidare l’8 marzo come data ufficiale della Giornata internazionale della donna, anche se le Nazioni Unite hanno riconosciuto la giornata ufficialmente solo nel 1977.
Dopo la Seconda guerra mondiale, la lotta per la parità di genere è diventata una parte integrante dell’evoluzione democratica dell’Europa. L’Unione europea ha sempre svolto un ruolo centrale nel promuovere i diritti delle donne. Nel 1957, il trattato di Roma ha introdotto il principio della parità di retribuzione per lo stesso lavoro, facendo dell’uguaglianza di genere una delle principali componenti dell’integrazione europea. Nel corso degli anni l’Europa ha adottato politiche sulla parità di genere al lavoro, sul congedo parentale e sulla lotta alla violenza di genere. Nonostante i progressi compiuti, rimangono molte sfide, ad esempio il divario retributivo di genere, la sottorappresentazione nei ruoli dirigenziali e la violenza di genere.
Il Parlamento europeo è un convinto sostenitore dell’uguaglianza di genere. Ha approvato importanti risoluzioni e normative per tutelare i diritti delle donne, promuovere le pari opportunità e combattere la discriminazione. Ha accolto con favore la strategia dell’Unione europea per la parità di genere 2020-2025, che punta a colmare il divario retributivo e a rafforzare le salvaguardie contro le molestie e la discriminazione. Nel marzo 2023 il Parlamento ha anche approvato norme sulla trasparenza retributiva per garantire che le donne ricevano la stessa paga per lo stesso lavoro in tutti i paesi dell’Unione europea. Il Consiglio europeo si è mosso rapidamente per l’introduzione effettiva di queste norme. Il Parlamento sta anche lavorando per combattere la violenza di genere. Ha ripetutamente chiesto che l’Unione europea aderisse alla Convenzione di Istanbul, un trattato fondamentale per porre fine alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.
Il 1° ottobre 2023 la Convenzione è entrata in vigore nell’Unione europea anche se diversi paesi membri non l’avevano ratificata individualmente. L’eurocamera ha inoltre lavorato per accrescere la rappresentanza femminile in politica. Nel 1979, in occasione delle sue prime elezioni dirette, allorché fu eletta Presidente Simone Veil, solo il 16% dei deputati al Parlamento europeo erano donne. Oggi questo numero è salito a quasi il 40%, facendone uno dei parlamenti più equilibrati al mondo sotto il profilo di genere. Ogni anno, intorno all’8 marzo, il Parlamento europeo organizza dibattiti ed eventi speciali per riaffermare il suo impegno a favore della parità di genere. La Giornata internazionale della donna non è solo una data, ma un appello all’azione per rafforzare l’uguaglianza di genere. Dopo oltre un secolo, i diritti delle donne non sono ancora stati pienamente conquistati. L’Unione europea combatte in prima linea per vincere questa battaglia. Perché il progresso non avviene da solo. Bisogna agire. Questo podcast è presentato da Europarl Radio, la radio online del Parlamento europeo.


