Confcooperative Fvg: Daniele Castagnaviz nuovo presidente. Eletto per acclamazione dall’Assemblea dei delegati | EFFE RADIO

Confcooperative Fvg: Daniele Castagnaviz nuovo presidente. Eletto per acclamazione dall’Assemblea dei delegati

Scritto da il 19/07/2020

Daniele Castagnaviz è il nuovo presidente di Confcooperative Fvg. È stato eletto per acclamazione dagli oltre 200 delegati riuniti in Assemblea a Rauscedo per il rinnovo delle cariche sociali. Allo scadere del quadriennio previsto dallo Statuto, infatti, oltre al nuovo presidente (che sostituisce Giuseppe Graffi Brunoro, in carica dal 2016) è stato pure nominato il nuovo Consiglio composto da 30 membri. Castagnaviz, 56 anni, titolare di un’azienda agricola a Pavia di Udine, è il presidente della cooperativa cerealicola Vieris di Castions di Strada ed è vice presidente di Fedagripesca regionale, Federazione delle cooperative agroalimentari. All’Assemblea, svoltasi nella sala dei Vivai Cooperativi Rauscedo nel rispetto delle norme sul distanziamento interpersonale, hanno preso parte inoltre l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, mentre il presidente Massimiliano Fedriga ha inviato un videomessaggio sottolineando come la cooperazione rappresenti un elemento fondamentale, a motivo della sua rilevanza sociale, nel momento della ripartenza,
Confcooperative Fvg è la principale associazione di rappresentanza delle imprese cooperative (vi è associato circa il 60 per cento delle cooperative regionali). Dal 2016 a oggi, si è ridotto il numero assoluto delle imprese cooperative, ma è aumentata la dimensione media aziendale. Ricavi, soci e occupazione presentano infatti tutti segno positivo: l’occupazione è aumentata del 5,6 per cento (da 16.051 a 16.955 addetti), i soci del 7,4 per cento (da 124.380 a 133.645), i ricavi del 9,3 per cento: «Un panorama chiaramente variegato da settore a settore – spiega il segretario generale Nicola Galluà –, ma vale la pena ricordare come la nostra sia una delle Regioni più cooperative d’Italia, con 46 cooperative aderenti ogni 10 mila abitanti, rispetto ad una media di sole 30 cooperative ogni 10 mila abitanti».
Il presidente uscente, Graffi Brunoro, durante il suo intervento, ha sottolineato l’impatto della pandemia sulle imprese cooperative del Friuli VG: «Il Covid-19 ha colpito pesantemente tutto il comparto cooperativo, che ha oggi un ruolo fondamentale nei servizi, dal sociale al culturale passando per tutti i servizi erogati a imprese private e Pubbliche Amministrazioni. In questi mesi abbiamo attivato una cabina di regia straordinaria e supportato poco meno di 600 cooperative nella gestione degli appalti, in particolare avviando una serrata interlocuzione con l’Anci Fvg e con l’Amministrazione regionale, per garantire un’applicazione delle norme circa la gestione dei contratti d’appalto per evitare pesanti situazioni di crisi aziendale. È stato inoltre attivato il Comitato regionale per la validazione dei protocolli aziendali e sono state supportate le imprese associate nella procedura di consultazione sindacale per dare corso ai diversi strumenti di integrazione salariale, attivando anche i tavoli con le organizzazioni sindacali per la definizione di opportune intese per l’applicazione degli strumenti messi a disposizione dalla legislazione nazionale. Un lavoro intenso che non ci deve far dimenticare come molte cooperative abbiano subito perdite di fatturato annuale di enorme impatto: dal 20 al 50 per cento».
«La cooperazione ha dimostrato una capacità sensazionale di adattamento in tutti i settori della vita economica – ha aggiunto il neopresidente Castagnaviz – e questa è una capacità che come cooperatori rivendichiamo con decisione: non c’è ambito di attività che non possa essere svolto in forma cooperativa, il che significa con una forma d’impresa che ha dimostrato in centocinquant’anni di essere in grado di rendere tutti protagonisti della vita economica favorendo il superamento delle differenze di sviluppo territoriale e sociale. Con questa premessa, è innegabile che vogliamo rivendicare non tanto fiumi di denaro ma, piuttosto, un riconoscimento politico: leggi e regolamenti che riconoscano la specificità della cooperazione e del suo ruolo sociale. La cooperazione, da parte sua, sta attraversando un momento di trasformazione significativo reso ancor più necessario dall’enorme impatto del Covid sulle aziende».


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