Tagliamento: bocciata mozione su fiume patrimonio Unesco | EFFE RADIO

Tagliamento: bocciata mozione su fiume patrimonio Unesco

Scritto da il 02/07/2020

Bocciata la mozione “Il Tagliamento, re dei fiumi del Friuli Venezia Giulia, diventi patrimonio Unesco”.
L’avevano presentata all’Aula i consiglieri regionali delle
Opposizioni, riscontrando però da subito la contrarietà dei
consiglieri di Maggioranza, che hanno parlato di
“strumentalizzazione in quanto non si fa alcun accenno alla
salvaguardia delle popolazioni rivierasche e dei territori
circostanti”, come affermato per prima dalla leghista Maddalena
Spagnolo. Il documento alla fine è stato, perciò, respinto.
A presentare la mozione 184 era stato il primo firmatario, il
capogruppo di Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, che tra
l’altro aveva ricordato “quanto già prevede la legge regionale
11/2019 ove disciplina altresì le condizioni per il sostegno, da
parte della Regione, ai progetti di inserimento dei beni
culturali, anche immateriali, siti sul nostro territorio, nella
lista del patrimonio culturale mondiale dell’Unesco”.
“Lungo il corso del Tagliamento – aveva aggiunto Moretuzzo – vi
sono tre siti Natura 2000, denominati Valle del Medio Tagliamento
(all’interno della quale è compresa la Riserva naturale regionale
del lago di Cornino di 510 ettari), Greto del Tagliamento e Bosco
di Golena del Torreano, oltre al sito in prossimità della foce
del Tagliamento denominato Pineta di Lignano. Pertanto,
l’amministrazione regionale ha già formalmente affermato
l’importanza di tale corridoio fluviali, riconoscendo il suo
carattere di unicità. E lo ha fatto anche sottoscrivendo con il
WWF European Alpine Programme un protocollo di intesa riguardante
l’area di detto fiume per la sua candidatura a riserva della
biosfera del programma Mab (Man and Biosphere – Uomo e biosfera)
dell’Unesco”.
“Si tratta sicuramente di un’opportunità importante – aveva fatto
presente il consigliere – ma, in considerazione dell’unicità e
dell’importanza del Tagliamento, risulta sicuramente più
interessante considerare la candidatura a bene Unesco”.
A poco sono valse le parole, tra l’altro, di Mariagrazia Santoro
(Pd), che aveva sottolineato che “un riconoscimento Unesco non
comporta vincoli, mentre è una adesione volontaria a un
protocollo di valori che ci si impegna a rispettare pena il
decadimento del riconoscimento”. Inoltre, era semplicemente
“impensabile che non si voglia tutelare la vita dei cittadini e
salvaguardare le aree limitrofe. Questo semmai avviene
permettendo di continuo costruzioni in deroga e nuovo
sfruttamento di suolo”.
A risponderle era stato Franco Mattiussi (FI): “Vero, di suo non
è un vincolo, ma è altrettanto vero che l’Unesco non permette
certe iniziative pena la perdita della certificazione, come ad
esempio agli impianti sciistici della zona bolzanina non sono
consentite costruzioni o modernizzazioni. Perciò, in realtà,
quelli con l’Unesco sono impegni che portano vincoli”.
Altri esponenti della Lega, tra cui Stefano Turchet e il
capogruppo Mauro Bordin, hanno suggerito, invano, di ritirare la
mozione per una sua presentazione in sede di Commissione
consiliare per poterla riscrivere cercando un più ampio consenso,
oppure esplicitare la salvaguardia della sicurezza idraulica, del
territorio e della popolazione circostante. Ma da Moretuzzo, che
ha fatto presente come il testo fosse a disposizione da giorni
anche per suggerire modifiche, c’è stato un secco no.
Intanto l’assessore alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro,
era intervenuto per rendere noti gli aggiornamenti degli
interventi della Regione, improntati in particolare a un progetto
più ampio. “Da un anno – aveva spiegato Scoccimarro – stiamo
lavorando al riconoscimento di patrimonio dell’Unesco del
chiamiamolo universo Tagliamento, comprese le sorgenti del Piave
che sono dall’altra parte del displuvio montano rispetto alle
sorgenti del fiume e le opere derivatorie e di bonifica del Medio
e Basso Friuli realizzate nel Medio Evo, nel 1800 e negli anni
1920-1940, che possiamo definire le cattedrali della bonifica”.


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