MOMA – “PAPER LOVE”
Scritto da Davide Macor il 22/07/2026
Data Data di uscita: 17/07/2026
Distribuzione: Artist First
Edizioni: Costello’s di Simone Castello
Testo e musica: Alessandro Bozza
Mix: Andrea Cola
Master: Andrea Bernie De Bernardi
Cod. ISRC: ITFJK2600110
UPC: 8057715135383
Distribuzione: Artist First
Edizioni: Costello’s di Simone Castello
Testo e musica: Alessandro Bozza
Mix: Andrea Cola
Master: Andrea Bernie De Bernardi
Cod. ISRC: ITFJK2600110
UPC: 8057715135383
Sentirsi esclusi e non riuscire a trovare una propria identità lavorativa e sociale rappresenta una delle paure più profonde che attraversano l’essere umano. Quando viene meno la percezione di sé e della propria direzione, spesso subentra una condizione di smarrimento che può tradursi in forme di dipendenza o in una resistenza al cambiamento, impedendo qualsiasi tentativo di ripartenza. In questo senso, il personaggio interpretato da Ben Affleck in “The Company Men”, incapace di accettare una nuova condizione di vita e progressivamente risucchiato in una spirale di declino, è l’esempio perfetto.
“Paper Love” dei Moma affronta questo stesso scenario da una prospettiva contemporanea, raccontando una condizione di invisibilità sociale e marginalità in cui l’individuo non riesce più a reagire e cade in un vortice profondo. Il concetto di “paper love” rappresenta proprio una metafora perfetta, un amore di carta, fragile e facilmente distruttibile.
Foto: Anna Gribovich
Editing: MoMa
Crediti
Produzione a cura di MoMa:
Marcello Valenti – voce e cori
Alessandro Bozza – basso, tastiere e cori
Maurizio Morsiani – chitarre e cori
Andrea Rossi – batteria, percussioni e cori
Registrato e mixato da Andrea Cola presso “StoneBridge Studio” – Cesena (FC)
Master: Andrea Bernie De Bernardi presso “Eleven Mastering” – Busto Arsizio (VA)
MOMA
Foto: Anna Gribovich
Da 15 anni sulla scena alt rock indipendente italiana, i MoMa nascono tra Faenza e Imola e continuano a “suognare” tenacemente insieme.
Negli anni la band ha rivisitato un sound brit-rock classico utilizzando ingredienti derivanti da altre sonorità e ha applicato un filtro personale atto a descrivere i mutamenti della società, del pianeta e dell’interiorità umana. Una formazione che sembra aver fatto della “transizione permanente” non solo il titolo del secondo album, ma anche una vera e propria filosofia artistica e che, con il quarto album in arrivo, raggiunge una maturità “ruvida”, necessaria per raccontare e affrontare un presente così complesso.
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