Festa Friuli: Zanin, dalla nostra identità la forza di ripartire | EFFE RADIO

Festa Friuli: Zanin, dalla nostra identità la forza di ripartire

Scritto da il 03/04/2021

L’aquila d’oro del Principato patriarcale di Aquileia, nato il 3 aprile 1077 e durato sino al 1420, ancora una volta ha spiccato il volo nell’azzurro del cielo del Friuli. Il vessillo dello Stato friulano è stato innalzato a Udine, sul pennone del castello. Nel rispetto della distanza e di ogni altro accorgimento anti Covid, il sindaco del capoluogo friulano, Pietro Fontanini, il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, l’assessore reginale alle Finanze, Barbara Zilli, il presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana e sindaco di Valvasone Arzene, Markus Maurmair, il presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana (Arlef), Eros Cisilino, si sono poi ritrovate nell’ampio salone del Parlamento per celebrare la Fieste de Patrie dal Friûl – Festa della Patria del Friuli. Attraverso questa Festa – ha avuto modo di dire Zanin -, semplice ma ricca di significato, si può guardare a quel Friuli che si è risollevato già molte volte da devastazioni, terremoti e guerre. E sono certo che si rialzerà anche da questa che è la guerra della pandemia da Covid-19, recuperando le energie dai suoi riferimenti principali. Devono ripartire la crescita demografica e il benessere sociale, accanto alla ricchezza economica, in un Friuli che riattivi quell’ascensore sociale necessario affinché le future generazioni abbiano condizioni di vita migliori delle nostre”. “Questa lingua va tutelata, essa ci unisce dentro il Friuli ma anche in giro per il mondo perché è veicolo di identità, di valori e di sentirsi una cosa sola. Non c’è Friuli senza friulano”, ha chiosato. Dal sindaco Fontanini, la storia della nascita dello Stato patriarcale e la sua importanza, ancora oggi, quale momento identitario di un popolo, quella friulano, “che oggi ricorda la nascita di uno Stato che è durato quasi 350 anni. I friulani sono una delle minoranze linguistiche più numerose in Italia e io sono onorato di farne parte. Certo sono anche uomo che vive in Italia, che vive in Europa, ma non voglio mai dimenticare le mie radici e la mia identità, che è quella friulana”. “Cerchiamo di superare assieme questo difficile momento e facciamolo – ha detto l’assessore Zilli -, sotto questa bandiera che è fatta di solidarietà, lavoro e impegno. Ed è con questo spirito che dobbiamo dare insegnamento ai nostri ragazzi continuando a parlare friulano e, come istituzioni pubbliche, sostenendone la sua divulgazione e la sua conoscenza, a partire dalle scuole”.


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