Coronavirus: III Comm, Fvg a basso rischio ma non mancano criticità | EFFE RADIO

Coronavirus: III Comm, Fvg a basso rischio ma non mancano criticità

Scritto da il 16/05/2020

Pieno apprezzamento sulle cifre generali che testimoniano come il Friuli Venezia Giulia sia ormai una regione a basso rischio, ma anche una certa preoccupazione per quanto concerne i contagi da Covid-19 di ospiti e operatori nelle case di riposo di Trieste e riguardo la rapidità nell’ottenere gli esiti dei tamponi. La III Commissione consiliare presieduta da Ivo Moras (Lega), riunita in presenza a Trieste nell’Aula consiliare, ha ospitato un ampio dibattito seguito alla relazione del vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, in merito all’attuale situazione epidemiologica in Fvg e agli interventi attuati nel corso della prima fase dell’emergenza. L’articolato intervento di Riccardi era stato preceduto dalla sua risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Nicola Conficoni (Pd) per conoscere l’esatta scansione temporale dei tamponi effettuati su ospiti e dipendenti delle case di riposo attive nel territorio dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale. Nello specifico, la richiesta era legata al dato secondo il quale, al 30 aprile, erano stati eseguiti “708 tamponi sugli ospiti nelle strutture attive nella provincia di Pordenone e 344 ai loro dipendenti”. Inoltre, si chiedeva anche “il numero di ospiti e dipendenti delle strutture attive nel territorio di competenza dell’Asfo, nonché quanti siano stati sottoposti a tampone e con quale esito a partire da 1° febbraio”. “I tamponi sono stati complessivamente 1.271 – ha evidenziato in tal senso Riccardi – mentre gli ospiti sono 1.878. Quelli sottoposti a tampone sono stati 312 mentre, su 1.621 dipendenti del sistema, il numero dei testati finora è 289”. Sono stati elencati anche tutti i dati a livello settimanale, giungendo a un riepilogo che vede, tra il 9 marzo e il 12 maggio, 863 tamponi effettuati su ospiti delle residenze protette per anziani (713 gli esiti negativi e 150 i positivi, pari al 17,4% con 71 casi positivi) e 408 su dipendenti (380 negativi e 28 positivi pari, al 6,9% con 12 casi positivi). “La Regione Fvg è una di quelle dove sono stati eseguiti più tamponi – ha replicato Conficoni -. Tuttavia, a Trieste gli esami sono iniziati in ritardo rispetto il sorgere dell’emergenza. Ora è stata annunciata una campagna di tamponi nel territorio di Pordenone ed è emerso che verranno testati ospiti e operatori, ma non gli addetti a servizi come pulizie e ristorazione che, comunque, interagiscono con gli anziani. Criticità e ritardi continuano, mentre il numero di tamponi nel Pordenonese è inferiore rispetto quello delle altre realtà regionali”. Successivamente, durante la sua relazione, il vicegovernatore ha evidenziato come “il Fvg, classificabile a basso rischio, risulti una delle regioni in cui l’impatto del contagio è stato tra i più contenuti. E ciò grazie anche alle azioni intraprese e al numero dei tamponi effettuati in quantità superiore rispetto la media nazionale”. Tra le cifre più significative illustrate figurano i 102 posti letto allestiti nei reparti di Terapia intensiva con un indice di pazienti presi in cura dello 0,16 per 100mila abitanti (il terzo in Italia dopo Molise e Calabria), ma anche il ruolo di regione più solidale, dopo il Piemonte, alla luce dell’accoglienza di undici pazienti gravi provenienti da altre zone della penisola. I tamponi eseguiti in rapporto alla popolazione hanno invece raggiunto il 6,5% contro una media nazionale del 3,7%. “Siamo felici di apprendere che il Friuli Venezia Giulia è stato inserito tra le regioni a basso rischio – il commento del consigliere Andrea Ussai (M5S) in sede di discussione – perché significa che sono state compiute delle scelte corrette. Ciò nonostante, appare necessaria un’attenta riflessione sui dati forniti e, in particolare, auspico un focus su Trieste, dove il 58% degli operatori delle case di riposo è risultato colpito dal Covis-19, mentre è risultato positivo il doppio degli anziani rispetto la provincia di Udine”. Nello specifico, i casi positivi appurati nelle strutture dell’Asugi (Giuliano-Isontina) sono stati il 25,5%, mentre l’Asfc (Friuli Centrale) ha fatto registrare il 19,2% e l’Asfo (Friuli Occidentale) il 9,1%. Walter Zalukar (Misto) ha evidenziato che “se è vero che siamo tra le migliori regioni d’Italia, è anche vero che Trieste costituisce una delle peggiori province a livello nazionale con un 14-16% operatori contagiati, alla pari di alcune lombarde. Senza neppure contare il personale delle cooperative e delle ambulanze. Inoltre, solo dopo due mesi di epidemia l’Asugi ha notificato una prima procedura su come eseguire correttamente i tamponi. È essenziale anche ottenere i risultati nel più breve tempo possibile per isolare ed evitare contagi, mentre sono stati raggiunti tempi anche di 7-10 giorni per gli ospiti di alcune case di riposo. Infine, a Trieste e Monfalcone, Pronto soccorso a parte, alcuni varchi ospedalieri non sono stati neppure presidiati”. Anche da parte di Furio Honsell (Open Fvg) è giunto “un apprezzamento convinto a vicegovernatore, staff e operatori. Ora, però, bisogna capire perché si siano verificate determinate dinamiche e non fermarsi ai numeri. Non si tratta di una gara tra sistemi sanitari regionali e la classifica avrebbe dovuto essere fatta per province. Vogliamo capire i punti di forza e costruire equipe che possano intervenire con efficacia”. Simona Liguori (Cittadini), dal canto suo, ha chiesto un aggiornamento riguardo “i 150 contagiati che sono ospitati in alcune case di riposo di Trieste ma che devono essere trasferiti altrove. Se il traghetto è stato ritenuto non idoneo, dove saranno messi adesso in protezione questi anziani?”. Il leghista Antonio Lippolis ha evidenziato che “si tratta di un evento di un’importanza secolare. L’opposizione faccia pungolo e non polemica: in tutto il mondo ci sono stati andamenti diversi in base alle singole zone e non si può dare la colpa a qualcuno per eventuali diversità. I numeri in regione sono positivi e non dobbiamo fare recriminazioni su quello che si sarebbe potuto fare”. Sul fronte del Partito democratico, la consigliera Mariagrazia Santoro ha sottolineato come “il sistema abbia retto in modo incredibile e inaspettato”. Tuttavia, anche lei ha chiesto indicazioni riguardo “i dati relativi al privato accreditato e al personale delle cooperative. Verso la Fase 2 diventano ora preziose le attività di monitoraggio, protocollo e omogeneità di comportamento”. Il collega di partito, Roberto Cosolini, ultimo a intervenire, ha spiegato come “osservazioni, appunti o suggerimenti non mettono in discussione il lavoro svolto, ma vogliono aiutare a capire il perché di alcune criticità per affrontare i passaggi successivi”. Anche lui, infine, ha puntato il dito sulle case di riposo di Trieste e sul perché, in eventuale attesa della nave, “decine di persone non siano state intanto collocate in una situazione più idonea”. Le risposte conclusive di Riccardi hanno preso il via proprio da quest’ultimo tema. “Tutte queste persone sono già in protezione. Anzi, godono di un’assistenza persino superiore. La nave serve perché è inutile che rimangano in strutture così complesse. È giusto ribadire, però, che il Fvg è riuscito a conquistare il basso rischio – ha commentato, rilanciando al mittente qualsiasi accusa di celebrazione – per tanti motivi: le ordinanze, le decisioni, il comportamento delle persone, le condizioni di insediamento abitativo, il distanziamento sociale e i sacrifici di tutte le professionalità coinvolte. La Regione è fatta di aree con caratteristiche diverse e non è vero che una sua porzione sia tre le peggiori d’Italia”.


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