Addio al mitico Hugh Hefner, il fondatore di Playboy

Scritto da il 28/09/2017

È morto Hugh Hefner, fondatore di «Playboy». Aveva 91 anni. La rivista ha pubblicato una dichiarazione dicendo che Hefner è morto mercoledì a casa sua, per cause naturali, circondato dalla famiglia.

«Playboy» fu fondata nel 1953 e attraverso la sua rivista Hefner costruì un marchio che definì la cultura sessuale della seconda metà del XX secolo. Le prosperose modelle di Playboy, le «conigliette», diventarono presto oggetti delle fantasie di milioni di uomini, mentre Hefner sfidò apertamente e irrise l’atteggiamento puritano dell’America nei confronti del sesso. Il ruolo di Playmate è via via impersonato negli anni anche da numerosissime star di Hollywood, prima delle quali fu una giovane Marilyn Monroe. La dimora di Hefner , la Playboy mansion, è diventata negli anni leggendaria per le feste e per le bellissime donne di cui il magnate si circondava.

Il debutto

Gli inizi come editore di Hefner furono avventurosi: Playboy andò in stampa nel ‘53 grazie ai soldi raccolti tra gli amici e impegnandosi anche i mobili di casa. La prima cover-girl, come detto, fu una sensualissima Marilyn Monroe, fotografata senza veli quando era ancora in cerca di fortuna. Alla formula vincente di presentare foto di donne in deshabillé dalla bellezza mozzafiato, un servizio fotografico a colori sulla playmate del mese, con paginone centrale pieghevole, staccabile e da appendere, presto si affiancano grandi firme della letteratura e del giornalismo. In poco tempo la rivista diventa un vero e proprio cult che accompagna i sogni di generazioni di maschi con edizioni in tutto il mondo e che decreta la fortuna di Hefner, che arrivà a incarnare perfettamente il sogno americano degli anni cinquanta.

 

 

 

 

 

Tre mogli (e fino a 7 donne contemporaneamente)

Sposato tre volte e due volte divorziato, tra un matrimonio e l’altro Hugh Hefner negli anni ha amato migliaia di donne, arrivando a convivere con ben sette donne contemporaneamente. In un’intervista degli anni sessanta dichiarava: «Mi piacciono le ragazze. Me le scelgo tra le playmate che il giornale pubblica ogni mese». Sulla sua rivista disse: «Quelli che definiscono Playboy un periodico sexy o un opuscolo di ragazze nude dimostrano solo di non averlo mai letto». E in un’intervista aggiunse che «coloro che acquistano Playboy solo per le donne ricevono ben poco in cambio del loro denaro. I miei lettori, io credo, hanno anche altri interessi: le automobili, la musica, i bei vestiti, la buona cucina, la letteratura, le idee.

 

Quello che io cerco di fare ogni mese è un giornale che dia un quadro completo e il più possibile esatto del raggio d’azione e d’interessi dell’uomo tra i venti e i quaranta. Pubblicare un giornale per questo tipo di lettore senza riconoscere l’importanza delle belle ragazze sarebbe un’idiozia». In questa ottica nel 1962 prende il via sulle pagine della rivista la rubrica Playboy Interview, a inaugurare la lunga serie è l’intervista alla leggenda del jazz Mile Davis firmata da Alex Haley
Sull’onda del successo della rivista Hugh Hefner apre, nel febbraio 1960, il primo Playboy club i cui ospiti vengono serviti dalle cosiddette “Playboy Bunny”: si rivelerà un successo e il magnate ne inaurerà oltre 40 in tutto il mondo.


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